Descrizione
Sala gremita ieri sera per il convegno sui lupi organizzato dall'Amministrazione Comunale con la partecipazione del Maresciallo Andrea Visconti dei Carabinieri forestali, che con competenza e professionalità ha risposto a tutti i quesiti dei presenti. La preoccupazione più avvertita dalla popolazione è che i lupi si avvicinino sempre più spesso ai centri abitati. Questi gli elementi principali emersi dall'incontro:
Qualche dato
Negli anni ‘70 in Italia restavano circa 100 lupi, concentrati nell’Appennino meridionale. Oggi sono circa 3.500 e in Europa oltre 30.000.
Il ritorno del lupo dipende dall’abbandono delle campagne e della montagna, dall’espansione dei boschi e dall’aumento degli ungulati, soprattutto dei cinghiali. I cinghiali giovani sono una parte importante della dieta del lupo.
I branchi di oggi sono piccoli: i due genitori e un paio di figli. I giovani lasciano il branco entro i due anni e vanno in cerca di un nuovo territorio.
Un lupo può percorrere anche 50 km in una notte. Un esemplare monitorato con il radiocollare ha fatto 2.000 km in un mese, attraversando diversi Paesi.
Ogni anno nascono circa 2.000 cuccioli (dato ipotetico) e ne muoiono un numero considerevole, molti investiti sulle strade. La popolazione resta quindi abbastanza stabile ma in lenta crescita. Siamo quasi al livello di saturazione del territorio.
Il periodo più delicato va dalla fine dell’estate all’autunno. I giovani in dispersione non conoscono il territorio, si muovono anche lungo strade illuminate e attraverso i paesi, e sono più intraprendenti.
Cosa fare
Non dare mai da mangiare ai lupi e non lasciare cibo all’aperto: rifiuti, crocchette, ciotole per i gatti. Il lupo sceglie sempre la strada più facile e meno rischiosa.
Di notte tenete al riparo gli animali da cortile e quelli più piccoli. Una recinzione non basta sempre, perché i lupi possono anche scavalcare.
Se incontrate un lupo durante una passeggiata, fatevi sentire: battete le mani, alzate le braccia, alzate la voce. Tenete il cane al guinzaglio e vicino a voi, a terra e non in braccio. Nel 95% dei casi il lupo si allontana.
Prima di voltargli le spalle, assicuratevi che si sia spaventato e allontanato.
Segnalate subito
Un lupo che passa e dopo qualche giorno non si vede più è di solito un giovane di passaggio. Va segnalato con tempestività soprattutto il lupo “confidente”: quello che si avvicina alle persone, cerca cibo e non si allontana quando proviamo a mandarlo via. È il caso più delicato, ed è su questo che i Carabinieri forestali possono intervenire con le azioni più adatte.
Carabinieri forestali:
1515
3357804638
3357802122
04325.001@carabinieri.it
Le prospettive
Il Maresciallo ha spiegato che siamo davanti a un fenomeno nuovo. A livello europeo il livello di protezione del lupo è già stato ridotto, ma in Italia mancano ancora regole chiare per gestire i casi più critici. Sono già possibili interventi di dissuasione. Le misure più incisive richiedono invece una decisione condivisa tra tutte le Regioni, su basi scientifiche. È una discussione che deve andare avanti e su cui il Comune continuerà a farsi sentire. Il Comune continuerà a collaborare con i Carabinieri forestali: la prima difesa resta l’informazione.
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Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2026, 18:07