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PILLOLE DI
STORIA FIDARDENSE |
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Anno 2010 - CENTOCINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA |
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Nell'anno del 150.mo Anniversario della Battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860 presentiamo ai nostri amici internauti alcuni nostri contributi: il primo, sotto forma di intervista, che cerca di fare il punto sul fatto della croce cristiana che svetta sul Sacrario Ossario dei Caduti; il secondo lavoro invece intende presentare ai nostri amici tre tracce di tre eventi originali che possiamo cliccare e gustarci alla fine.
L’INTERVISTA
IL SACRARIO-OSSARIO AI CADUTI DELLA BATTAGLIA DI CASTELFIDARDO. Intervista di Renzo Bislani, Presidente onorario del Centro Studi Storici Fidardensi, a Eugenio Paoloni, Presidente della Fondazione Ferretti.
- Carissimo Eugenio, aiutaci a capire qualcosa sulla osservazione fatta da alcuni sull’apposizione di una croce sull’Ossario ai Caduti della Battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860. - Carissimo Renzo, sarò breve per quello che posso! … - Okey Eugenio, dimmi pure. Sono tutto orecchi. - Dopo la disfatta dell’esercito pontificio avvenuta attorno alle ore 14.30 del 18 settembre 1860, i feriti vennero trasportati negli ospedali allestiti nelle chiese di Loreto, Castelfidardo ed Osimo. - … e i morti? - Il giorno dopo si raccolsero i Caduti e tumulati separatamente “pontifici e piemontesi” in due fosse nella nuda terra, ricoperte di mattoni a mo’ di avelli. A valle dell’Ossario-Sacrario i pontifici, a monte dello stesso i piemontesi. Il punto preciso non lo sappiamo per ora, ma in base ai resti di mattoni che trovavano i contadini quando aravano i campi, i luoghi sono circoscritti in due punti, l’inizio della via Mirano Vittoria lato provinciale del Musone, e l’inizio di Via della Battaglia lato Sacrario-Ossario. - Eppoi? - Ma quella sepoltura così anonima e poco celebrata, mosse la pietà e l’orgoglio delle popolazioni marchigiane animate da fervido patriottismo e pietà per i vinti. Sorse così l’idea di erigere un monumento ai caduti che avevano segnato col sacrificio la memoranda giornata. Soprattutto fu determinante l’impegno di due valentuomini, Attilio Sciava e Antonio Bianchi. Fu aperta una sottoscrizione per reperire i denari necessari ed il 27 settembre 1861 alla presenza dei figli del re d’Italia, Umberto ed Amedeo di Savoia, fu posta la prima pietra. - Una giusta riparazione visto che il Re, Vittorio Emanuele II, sbarcato in Ancona e diretto al sud ha snobbato Castelfidardo nel suo percorso da Ancona, Osimo, Recanati e Loreto ecc. Forse Vittorio aveva fretta di fermare Garibaldi…. I principi … ci hanno fatto dimenticare l’offesa. - Sai Castelfidardo non era ancora quella cittadina di oggi, era poco più di una frazione, e quel monumento voluto dalle popolazioni locali era una dimostrazione che lo Stato non era stato in grado di celebrare degnamente con un monumento l’evento che cambiò le sorti dell’Italia. Monumento che ebbe numerose vicissitudini prima di essere completato. La spesa prevista venne superata di molto e nel 1865 i lavori si fermarono. L’amministrazione provinciale di Ancona provvide al completamento nel 1870, riducendone le dimensioni e sostituendo l’angelo in bronzo previsto al centro del sacrario, con una colonna in marmo bianco. L'inaugurazione ufficiale avvenne l'anno dopo, nel 1871. Così oggi vediamo il monumento costituito da una piattaforma pavimentata quadrangolare di 12 metri con 12 piramidi quadrangolari tronche in travertino d’Ascoli collegate da spesse balaustre dello stesso materiale. Tramite due aperture contrapposte nelle balaustre si ha accesso alla colonna centrale di marmo bianco d’Istria. Nelle facce esterne delle piramidi vennero scolpiti i nomi dei soldati piemontesi caduti nella battaglia, mentre le facce interne furono lasciate bianche, forse in onore dei soldati pontifici dei quali non si conosceva il nome.
- Eugenio, ma nell’Ossario sono
stati raccolti nel 1870 i resti solamente dei Caduti sardi o
anche quelli dei Caduti pontifici, seppelliti provvisoriamente
(?) dopo la battaglia sul campo? - Nella cripta quadrangolare profonda 4 metri, non vennero realizzati i due veri avelli separati, ma figurativi. Le spoglie dei piemontesi e dei pontifici, pur essendo all’interno della stessa stanza, furono deposte separate, verso il Monte Oro i piemontesi e verso il Mare Adriatico i pontifici. - Finalmente una certezza! …ma perché quella strana forma del monumento? - Si, finalmente la certezza della presenza delle ossa di quei valorosi si è avuta durante i recenti lavori di restauro del Sacrario-Ossario. Simbolicamente il monumento a forma quadrata rappresenta il paradiso, dove entrano dai due ingressi identici i caduti dei due opposti eserciti, le piramidi tronche rappresentano la loro vita spezzata nella battaglia e la colonna centrale ( che doveva essere un angelo di bronzo), è il segno della pietà divina sopra le parti contendenti. - Ma solo un’asta di ferro a mo’ di parafulmine ideologico … svettava sopra l’Ossario! - Originariamente in quella colonna centrale non vi era nulla, il monumento era sconsacrato, poiché i vincitori avevano combattuto contro il Papa. Nel 1953 i duchi Ferretti di Castelferretto acquistarono dalla nobile casata dei De Pimodan francesi la villa che è al centro della Selva, la casa dove morì il generale Pontificio Georges de Pimodan nella battaglia di Castelfidardo. Una lapide posta dal Papa Pio IX, oggi all’interno della cappellina di famiglia lo ricorda. I duchi Ferretti, dopo il lungo peregrinare planetario intravidero in quel luogo un angolo d’Italia dove poter rimettere le radici nelle Marche. Fin da subito diedero un’impronta internazionale alla villa, che venne ampliata e colmata di opere d’arte e ricordi di famiglia e diventò la sede per ricevere nobili, personalità di cultura e religiosi di altissimo livello. Quel Sacrario-Ossario, confinante con i loro terreni era stato più volte oggetto di dibattiti per il suo stato di abbandono dove l’erba sovrastava le colonne. Erano i rappresentanti della nobiltà cattolica europea i più rammaricati. Lamentavano particolarmente che dei loro cari non vi era nessuna scritta a ricordarli e tantomeno una croce cristiana. Devi considerare a quel tempo Il Sacrario-Ossario aveva perso la funzione commemorativa della battaglia con l’inaugurazione nel 1912 del Monumento ai Vittoriosi di Castelfidardo in onore al gen. Enrico Cialdini e suoi soldati, a questo si aggiunse che la provincia di Ancona dal 1936 non rinnovò più l’incarico al custode. La mamma del duca Roberto, Maria Lucrezia Lepetit duchessa Ferretti di Castelferretto, si fece carico di riportare nella giusta dimensione civile e religiosa quel monumento. Allora si avevano poche notizie su chi l’avesse commissionato e realizzato, quindi nessun riferimento preciso con chi parlare. Per cui, si fece carico della manutenzione del verde, accolse le richieste del mondo cattolico italiano ed europeo. Chiese ed ottenne dal vescovo di Recanati la consacrazione del luogo facendo installare una croce cristiana sopra la colonna centrale del monumento. - Oggi diremmo che non si poteva fare, che un monumento non si può modificare con l’aggiunta di superfetazioni, seppure di una croce….
- Un sacrario quindi per tutti i Caduti delle due parti. Cialdini nell’onorare la salma dell’eroe pontificio, gen. De Pimodan, scrisse su un bigliettino depositandolo sopra la bara: “Oltre il rogo, ira mortal non vive” … - Si il Cialdini, seppure da molti descritto come un uomo rude, “per essere gentile”, aveva molto rispetto per il nemico leale. Ma a suffragare ulteriormente che nel monumento vi erano stati seppelliti anche i resti dei soldati pontifici, non abbiamo solo quanto ti ho prima detto. Nel 1998 una delegazione di 70 persone (età compresa tra 12-75 anni), appartenenti all’associazione dei discendenti degli zuavi pontifici francesi e belgi sono venuti a celebrare una messa sul campo in onore dei loro cari estinti nonostante la forte pioggia di quel mattino. Dal colonnello Enric de Reau che guidava la delegazione, abbiamo appreso che secondo le loro testimonianze storiche, nel sacrario c’erano anche le spoglie dei soldati pontifici, ma non capivano il perché i loro nomi non erano scritti nelle piramidi come era stato fatto per i piemontesi. Risposi che forse allora non li si conoscevano, che per questo il lato interno delle piramidi tronche erano state lasciate bianche. - Tutto qui? - Poi nel 2000 in accordo con il vescovo di Loreto e di Ancona, con la presidenza della Repubblica italiana, e con lo stato del Vaticano, abbiamo celebrato la cerimonia “Purificazione della memoria dello Stato Pontificio”, come era avvenuto in altri siti italiani e stranieri. Quel giorno ricevemmo comunicazioni di adesione sia del Papa Giovanni Paolo II che del presidente Ciampi. Una cerimonia ufficiale a cui hanno partecipato con i propri gonfaloni la regione Marche, le province di AN, AP, PU, MC ed i comuni che finanziarono il Sacrario-Ossario, le associazioni del territorio. I ragazzi delle scuole della città rappresentavano con bandierine, gli stati europei che ebbero caduti nella battaglia. Furono anche inviate comunicazioni alle ambasciate straniere che ebbero i Caduti a Castelfidardo. - L’evento del 2000 della pacificazione dovrebbe essere il tema della celebrazione del 150° Anniversario… o comunque essere ricordato e sottolineato … - Nell’anno del 150° anniversario della battaglia, i discendenti degli zuavi francesi e belgi sono ritornati celebrando una messa per i caduti presso il Sacrario-Ossario ed in memoria del gen. De Pimodan nella cappellina dei Ferretti. Una messa in latino accompagnata da canti gregoriani, concludendo le cerimonie con il canto del battaglione zuavo di Pio IX. Altra testimonianza per la tesi della presenza dei resti dei soldati pontifici nel Sacrario-Ossario, il pellegrinaggio a piedi da Osimo-Castelfidardo, Sacrario-Ossario, Loreto con cerimonia rievocativa e deposito di una lapide, da parte del gruppo di preghiera Mater Boni Consilii di Rimini con delegazioni che venivano da tutta Italia e dalla Francia. Tra quest’ultimi anche la discendente del generale francese De La Moriciere . - Grazie Eugenio per questa esposizione … brevissima (?) ed esauriente..
TRE "CLIC" DA NON PERDERE
Vogliamo ora unire a questa nostra Pillola tre tracce di altrettanti lavori relativi alla Battaglia, addirittura animati, musicati e parlati.
Radiocronaca della Battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860, con le voci di Renzo Bislani, Simona Serenellini, Beniamino Bugiolacchi, Maurizio Casarola, Giovanni Prosperi, Mauro Argentato, Danilo Alessandrini, Felice Rosicarello, Irene Francinella e Mirco Soprani. Produzione RC1 Castelfidardo. Produttore esecutivo Vincenzo Canali, tecnico del suono Roberto Ballone Burini, adattamento radiofonico Beniamino Bugiolacchi, testi di Renzo Bislani. Le trasmissioni di Radio Castelfidardo 1 iniziarono nel 1977 con il massimo dell’ascolto e la soddisfazione e la cura quotidiana degli animatori: Maurizio Casarola, Vincenzo Canali, Paolo Bugiolacchi e Mirco Soprani. La radio fondata da una cooperativa di 55 persone resse per 22 anni. Venne chiusa nel 1998. Personalmente abbiamo partecipato al cast della rubrica “Tutto Castello” e al “Notturno da Castelfidardo”. Cliccare nel link seguente per ascoltare il resoconto radiofonico: Radiocronaca della Battaglia di Castelfidardo
Il secondo documento l’abbiamo trovato su internet. Una sceneggiata abbastanza semplificativa delle azioni delle battaglia con una introduzione e interpretazione personalissima dell’autore. Abbiamo chiesto l’autorizzazione per allegare il collegamento e così ci ha risposto il suo Presidente: “Egregio Dott. Bislani, Non abbiamo alcun problema ad autorizzarla a mettere il link. Tenga conto però che le nostre sono solo delle simulazioni che, spesso, non hanno niente a che vedere con la realtà storica. Noi teniamo conto degli organici storici e delle caratteristiche del campo di battaglia, ma spesso l'andamento della stessa e totalmente diverso da come andato nella realtà. La saluto cordialmente. Juan Jose' Zavaleta Miles Gloriosus Wargame Roma”. Cliccare quindi su : (Miles Gloriosus Roma) www.milesgloriosus.it cliccando poi nel menu a sinistra sulla voce “Scenari”.
Il terzo documento l’abbiamo captato su facebook per opera di Daniele Carlini, Presidente di Italia Nostra. Ricordiamo ai nostri lettori che l’argomento l’abbiamo già pubblicato sulla Strenna Fidardense del 2007 “Castello è segreto…” edita dal Centro studi storici fidardensi a pagg.126-127. Una interessante presentazione da parte del nostro giovane storico castellano Riccardo Sampaolesi, ormai noto per i suoi preziosi e documentatissimi lavori di ricerca, e questa volta su un personaggio come Myles Walter Keogh un reduce dell’esercito di Pio IX con “la medaglia di Castelfidardo”. Cliccare allora sul link seguente: http://www.youtube.com/watch?v=1_ARH8yh_yY
Buon ascolto e buona visione a tutti…
Dott.Renzo Bislani Presidente Onorario del Centro Studi Storici Fidardensi di Castel fidardo
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